24 novembre, 2009

Commenti di Fine Novembre!cioè gli appunti!

4 commenti:

  1. Francesca Pippia, 3°Cs, 24/11/2009

    Storia: AGRICOLTURA E ALLEVAMENTO ALL’INIZIO DEL CINQUECENTO (pag 177-178-179-180)
    Il fatto che, i prezzi dei cereali restarono bassi per circa un secolo e mezzo, spinse i signori a introdurre colture che risultassero più redditizie dei grani. In Francia ci fu un forte incremento della vigna, in Germania, invece, ci fu un forte incremento per quanto riguarda il lino, la canapa,la robbia, etc.
    In Inghilterra e in Spagna ci fu un incremento nella produzione di lana. Le grandi estensioni di terra vennero usate per far pascolare le pecore; in Inghilterra i signori recintarono i terreni affinché le pecore nn si disperdessero. Questo diede inizio al fenomeno delle enclosures (recinzioni), il quale portò molto lamento popolare.
    A causa delle frequenti proteste il Re nel 1517 emanò un decreto che obbligava i padroni delle terre a destinare alla coltivazione le terre trasformate in pascolo.
    Nonostante questo il fenomeno delle recinzioni non cessò.
    In Spagna l’allevamento delle pecore era finalizzato alla produzione di lana merino, da cui il re traeva enormi profitti. Per questo motivo la Spagna, al contrario dell’Inghilterra, nel 1525 emanò un decreto il quale disponeva che tutte le terre convertite a coltura arativa il 1517 tornassero a disposizione degli allevatori di pecore.

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  2. SARA MARRUCCI:
    La comparsa della sifilide
    La peste restò una malattia micidiale costante in Europa,ad essa andarono ad aggiungersi altre mille malattie, come ad esempio la “sudarella” che colpì gran parte dell’Inghilterra uccidendo soprattutto adulti differenziandosi dalla peste che invece colpiva soprattutto bambini e anziani. Un’altra epidemia colpì la Francia, questa epidemia prese inizialmente il nome di “mal del francese” e in un secondo momento venne denominata Sifilide: veniva trasmessa per via sessuale e fu considerata dagli uomini del cinquecento “castigo divino”.
    In quel momento l’Europa fu colpita da una coincidenza cronologica: il male aveva iniziato a diffondersi poco dopo la scoperta del Nuovo Mondo. Questo generò l’idea che la sifilide provenisse dallìAmerica. In realtà la sifilide era l’aggiunta di una malattia,la framboesia che si trasmettevca per via cutanea. Il cinquecento appare quindi come il periodo più cupo del secolo,caratterizzato in maggioranza dal “male”. Basti osservare le percentuali sul processo di incremento demografico; la morte prevale sulla vita,l’età media non supera i trent’anni-trantadue. Nelle terre veneziani il 50% dei nati,invece,scompariva prima dei vent’anni. Scendendo nei particolari e analizzando le vite dei singoli ci rendiamo conto che nel bel mezzo del cinquecento la mortalità ci appare, massiccia e brutale.

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  3. Arianna Luca!!!

    PARAFRASI

    Ora inizio a sentire il dolore delle gemiti; ora sono arrivato nel posto dove vengo invaso dalle lacrime.
    Sono venuto in questo posto buio,che muggisce come quando in mare c’è una bufera, se viene contrastato da venti opposti.

    ANALISI E COMMENTO
    Dante è giunto nel secondo girone dell’inferno, dopo essere passato al giudizio di Minasse e qui viene invaso da delle grida di dolore. A questo punto, per spiegare il suo essere invaso della lacrime, usa il termine “percuotere” non propriamente adeguato per definire il modo un cui viene colpito dal pianto. Dante però, essendo un grande poeta e dotato di licenza poetica, ha la possibilità di usare termini non del tutto appropriati per la lingua corrente. In questo caso il poeta ci vuol far capire che il pianto è stato percepito come uno schiaffone e quindi molto forte.
    L’espressione “d’ogni luce muto” indica una trasgressione semantica compiuta dal poeta. La parola “muto” , che in realtà indica l’assenza di parola in una persona, in questo verso devo essere inteso come un termine che indica l’assenza di luce in un posto definito quindi “buio”.
    La parola “luce” invece deve essere intesa come “luce fisica” e come “luce spirituale” ovvero “luce di Dio”colui che da e cura la parola. In pratica l’inferno viene definito buoi perché non vi è Dio, perciò è privo della sua parola e viene ritenuto “muto”.

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  4. ginevra orsini!!

    storia pag 182-183

    Anche se la peste degli anni 1347-1350 era stata una catastrofe di proporzioni immense , intorno al 1450 la popolazione aumentò molto, e continuò in modo vigoroso e costante per tutto il 1500. All’inizio nell’Europa meridionale le città che superavano i 100.000 abitanti erano veramente poche (Costantinopoli, Milano; Venezia , Napoli). Nel corso del ‘500 le città che toccarono i 100.000 abitanti si moltiplicarono e ricordiamo: Roma, Palermo, Messina, Marsiglia, Siviglia, Lisbona, Londra, Anversa,Amsterdam. Nel 1563 Milano aveva 180.000 abitanti , Venezia 163.000 abitanti e in fine Parigi 200.000 intorno al 1600. Ci fu in tutta Europa un forte rialzo della popolazione. Secondo gli storici del clima dal 1480-1570 si ebbe un generale rialzo della temperatura che ebbe favorevoli ripercussioni sull’agricoltura; la peste continuava a colpire le varie regioni con intervalli al massimo di 15 anni. A nord dell’Italia l’epidemia del 1575-1576 falciò un quarto della popolazione Veneziana e un quinto di quella Milanese.

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